Differenze tra psicologo e psicoterapeuta: facciamo chiarezza sulla corretta terminologia

C’è molta confusione sulla reali differenze tra psicologo e psicoterapeuta. Molto spesso infatti, si pensa che l’uno sia sinonimo dell’altro. Termini interscambiabili, ad indicare quindi lo stesso professionista e la medesima attività. Niente di più sbagliato. Conoscenze e competenze differenziano queste due professioni. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza in merito.

Psicologo: chi è e cosa fa veramente

Partiamo dicendo cosa non è uno psicologo. Non è un medico. Si tratta invece di un professionista della salute mentale, laureato in psicologia. Una volta conseguita la laurea, deve sostenere un esame di Stato, che lo renderà abile all’esercizio della professione. Sostenuto l’esame il nominativo sarà iscritto nell’Albo Professionale. Di conseguenza un dottore in psicologia che ha sostenuto un regolare tirocinio di un anno e non ha superato le quattro prove previste nell’esame di stato, non può essere definito psicologo. In altre parole non può iscriversi all’Albo e non può esercitare la relativa professione.

Codice deontologico

Si tratta della normativa che regolamenta la professione dello psicologo, definendone doveri e limiti. Le norme che regolano gli ordini in generale, sono atti considerati: “soft-low”. Questo significa che non sono considerate norme create direttamente dal potere politico. Sono state stabilite da organismi elettivi che rappresentano solo una parte della società civile.
Il fine dello psicologo è il benessere generale dell’individuo. Questo obiettivo è raggiungibile attraverso una particolare attenzione incentrata sul funzionamento della mente. Uno psicologo tiene conto quindi di tutti i fattori fisiologici, psicologici, relazionali e ambientali che influenza i comportamenti delle persone.

Differenze tra psicologo e psicoterapeuta

Migliorare se stessi

Le differenze tra psicologo e psicoterapeuta sono da ricercare anche nell’obiettivo ultimo al quale la professione stessa mira. Lo psicologo vuole infatti migliorare la capacità delle persone di comprendere se stesse e gli altri. Mira ad un comportamento consapevole ed efficace per il benessere dell’individuo. Uno psicologo può lavorare come libero professionista, ma anche come dipendente all’interno di strutture dedite allo sport, alla salute o al commercio stesso. Basa il suo lavoro principalmente sul dialogo psicologico. Gli psicologhi che non hanno una specializzazione nel trattamento dei disturbi psicologici o psichiatrici, non possono seguire pazienti affetti da queste patologie. Può comunque fare diagnosi e suggerire precisi percorsi, ma non può prescrivere farmaci.

Psicoterapeuta: chi è e cosa fa

Lo psicoterapeuta è un dottore laureato in psicologia, o in medicina, che ha acquisito una specifica formazione post- laurea. Questa consiste in almeno quattro anni di studi presso scuole di specializzazione universitaria, o riconosciute dal MUR, in base a legge vigente.
Per adempiere alle proprie mansioni, utilizza la psicoterapia. In altre parole gestisce i casi attraverso uno strumento clinico di dialogo, test, studio e prescrizione di farmaci volti a trattare disturbi psicopatologici.
Uno psicoterapeuta è quindi un professionista fregiato di un titolo legale aggiuntivo. Gli studi supplementari devono poi concludersi con un ulteriore tirocinio pratico, reso in forma continuativa e garantito dalla supervisione da parte di psicoterapeuti esperti.

Il metodo dello psicoterapeuta

Come abbiamo già detto nelle differenze tra psicologo e psicoterapeuta, vanno annoverati anche i metodi di esecuzione della professione. Uno psicoterapeuta ne ha molti a propria disposizione. Diversi approcci per affrontare diversi problemi. Si va, ad esempio, dalla tradizionale psicoanalisi, alla terapia sistemico-familiare, fino alla terapia cognitiva comportamentale. Quest’ultima tra l’altro è molto diffusa in occidente, perché supportata, a differenza di altre, da una fiorente ricerca scientifica.
In conclusione lo psicoterapeuta, a differenza dello psicologo, può curare disturbi psicopatologici.

A chi rivolgersi

Lo psicologo sarà interpellato in caso il soggetto non presenti una vera e propria sintomatologia. In questo caso lo psicologo potrà aiutare a capire meglio la natura della problematica e solo dopo suggerire, ove necessario, la necessità di consultare uno psicoterapeuta.
Allo psicoterapeuta invece si rivolgerà chi sarà soggetto ad un disturbo psichico diagnosticabile, con sintomi più o meno gravi. Lo psicoterapeuta mirerà a ridurre la sofferenza del paziente, andando ad agire sui meccanismi psichici e comportamentali.